Hortus Bellagio
è un luogo dove fermarsi
Vicino al lago, lontano dal rumore.
Dove le giornate scorrono lentamente.
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Una casa, una famiglia. Una storia che continua.
Hortus nasce da una casa di famiglia.
Un luogo che, un tempo, era circondato da prati coltivati e abitato da più generazioni, sotto lo stesso tetto.
Una casa cresciuta nel tempo, insieme a chi la viveva.
Poi, come spesso accade, si è svuotata. Le stanze sono rimaste in silenzio, per anni.
Abbiamo scelto di riaprirla, con rispetto.
Di abitarla di nuovo, e condividerla.
Senza cambiarne l’anima. Solo continuandola.
Hortus ha i suoi ritmi.
Il giardino, la casa, il lago in fondo.
Varcato il cancello, Hortus si apre lentamente.
Il giardino prima, con i suoi livelli, i suoi profumi, gli ulivi e la vista sul lago.
Poi la casa, su tre piani, con gli spazi condivisi al piano terra, la sala, la cucina, il posto dove ci si incontra senza programmi.
Non c’è un posto solo dove stare.
Ce ne sono molti, ognuno con la sua luce e il suo momento della giornata.
Il giardino
Reception
È il primo posto che si incontra entrando. C’è sempre qualcuno, ma senza formalismi. Si fa il check-in, si chiedono consigli, si chiacchiera un po’ se si ha voglia. Da qui si accede anche all’ascensore, comodo dopo un viaggio o con le valigie.
La piscina
Si trova nella parte più viva del giardino, con il solarium, i lettini e il piccolo bar. D’estate diventa il centro della giornata.
Ci si arriva dalla colazione e a volte non si va più via.
Nomi che non volevamo dimenticare
Ognuna ha la sua storia. Abbiamo scelto di rispettarla, sistemando con cura quello che il tempo aveva consumato. Sono stanze che hanno già visto molto, stagioni, famiglie, mattine lente. Adesso sono pronte ad accoglierne altre.
- Colazione sempre inclusa
- Terrazzo privato
- Parcheggio gratuito
La strada che porta a Hortus Bellagio è stretta, come le vecchie strade del lago, ma è praticabile con tutte le auto.
Il cibo, qui, ha il sapore del posto.
Nell’orto di Hortus crescono erbe aromatiche, piccoli frutti, agrumi e molto altro.
Quello che nasce lì finisce in tavola, nella colazione inclusa ogni mattina, nei pranzi e nelle cene riservate agli ospiti. È una cucina semplice, stagionale, che sa da dove viene.
Dentro e fuori Hortus,
il tempo si riempie da solo.
Ci sono cose che succedono qui e che difficilmente trovereste altrove.
Una colazione che si allunga in giardino fino a metà mattina.
Il cinema all’aperto la sera, con il lago sullo sfondo.
La raccolta delle erbe nei boschi la mattina presto, quando è ancora fresco.
Piccole cose, fatte con calma. Quelle che, spesso, si ricordano più delle altre.

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Tramonto a Loppia
Il nostro consiglio è semplice: prendete qualcosa da bere, un piccolo aperitivo e fermatevi qui fino a sera.
San Giovanni
Uno dei borghi che amiamo di più, con le sue viuzze tranquille e le piccole spiagge.
Strada Regia
È un’antica mulattiera che per secoli ha collegato i paesi del lago.
Pescallo all'alba
Per respirare il silenzio, davanti al porticciolo.
Piona
Un'altra parte di lago, un altro silenzio. La gita che faremmo anche noi.
C'è un posto dove il tempo si comporta diversamente
Viviamo a Bellagio da sempre.
Per noi non è una destinazione, ma un luogo che conosciamo passo dopo passo.
Qui abbiamo raccolto qualcosa di diverso: i nostri posti, quelli in cui torniamo senza pensarci troppo.
Ci sono angoli che cambiano con la luce, strade che valgono più per il percorso che per la meta, e momenti della giornata in cui tutto rallenta. È così che ci piace condividerla: con calma, e senza fretta.
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ci sono storie nascoste ovunque
Non è stato un progetto. È stata una conversazione in famiglia, davanti a una casa che aspettava. E la risposta è venuta da sola.
Hortus porta i nomi di chi c’era prima. Ernesta, che nasceva il giorno di San Valentino e aveva una treccia lunghissima che raccoglieva in una crocchia. Cherubina, che veniva da Vermiglio, ai piedi delle Dolomiti, e da cui arriva una parte di questa famiglia. Albina, che cresceva a Visgnola, nella cascina sopra la chiesa, al servizio dei Grandi. Felicita, con le sue mucche e i suoi prati di montagna. Basilio, che partì per la Libia, finì in Germania e tornò a piedi.
Persone che non ci sono più, ma che hanno lasciato qualcosa, un nome, una storia, qualcosa che si tramanda senza saperlo.
Abbiamo pensato che fosse giusto ricordarli. Così abbiamo messo i loro nomi sulle porte.
Il resto siamo noi. Una famiglia, due generazioni, una casa da ricominciare.
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